F.I.K.J.- FEDERAZIONE ITALIANA KYUSHO JITSU


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1° Grado la Rianimazione

ROGRAMMA GRADUAZIONE

LE RIANIMAZIONI


Non bisogna pensare al Kyusho soltanto da un punto di vista marziale, ma come lo studio di quelli che sono i meccanismi interni del corpo umano, allo scopo di guarire che è molto più importante che ledere o ferire una persona.

Nel Kyusho esistono 3 tipi di rianimazione:

-1° rianimazione per arresto respiratorio;
- 2° in caso di shock neurologico;
- 3° in caso di arresto cardiaco.

1° RIANIMAZIONE RESPIRATORIA
La 1° rianimazione consiste, nel caso in cui si verificasse un arresto respiratorio. Nell'avambraccio, esiste un punto tre dita sotto la piega del gomito, che è denominato punto n° 10 GI (intestino crasso) , il quale ha un effetto, sia sull'intestino crasso , che sul diaframma. Quando questo punto viene sollecitato con una pressione, si piegano le gambe, e la mano si apre. Per rianimare una persona , bisogna agire su questo punto con il palmo della mano, al fine di far rifluire e ripristinare l'energia bloccata. Il massaggio va eseguito nella direzione in cui scorre l'energia, in questo caso in direzione della spalla, se non si conosce la direzione in cui scorre l'energia, basta massaggiare in senso rotatorio. Questa manovra può essere eseguita anche in caso di singhiozzo, a causa dell'eccessiva tensione del diaframma, per l'energia in eccesso, basta scaricare l'energia e il fastidio scomparirà.

2° RIANIMAZIONE NEUROLOGICA
La 2° rianimazione consiste, nel rianimare il soggetto in caso di schock neurologico, il quale avviene quando il sistema nervoso subisce un sovraccarico per l'attacco corretto su uno, o più nervi. Ciò che faremo, può essere definito come “risveglio neurologico”. Quindi la prima cosa che faremo, sarà quella di incrociargli le gambe, in modo tale che l'energia fluisca normalmente dalla testa verso il basso si blocchi e venga rinviata verso l'alto. A volte si può notare che dopo aver effettuato un colpo di kyusho, le gambe della persona rimangano rigide. La soluzione consiste nel colpirle dietro il ginocchio, e lasciarle sciolte al suolo, in modo naturale.La fase successiva, è incrociargli le braccia, per far fluire l'energia dalle braccia verso la testa. Dopo questa fase, andremo a sorreggergli la testa, in quanto incosciente, e gli solleveremo il tronco, in maniera da farlo stare seduto, sorreggendogli il mento con una mano, e appoggiandogli la sua schiena, contro il nostro ginocchio, facendogli flettere la testa in avanti. A questo punto si andrà a risvegliarlo, lavorando sul nervo spinale. Una attenzione particolare va fatta, badando bene che si dovrà sempre intervenire dal lato opposto del punto colpito. Quando, si porta un colpo di kyusho, l'energia fluisce dalla parte superiore della testa, tutto quello che bisogna fare, è recuperare l'equilibrio energetico naturale, da ambe due i lati della testa . Per riequilibrare l'energia si dovrà mantenere, la testa alzata, e colpire con i polpastrelli delle dita il nervo spinale. L'angolo e la direzione sono estremamente importanti.
Nella 1° rianimazione abbiamo imparato ad inviare l'energia mediante il pugno chiuso. In questo caso, non impariamo soltanto a rianimare una persona da schock neurologico, ma anche come inviargli energia con la nostra mano aperta.
Per realizzare questo colpo, con la mano aperta, verso l'estremo opposto della testa, vedremo come il suo corpo, sperimenti una reazione neurologica, con questo gli diamo una scarica di energia elettrica verso la testa. Se nonostante questo la persona non si risveglia e torna in sé, ripetere l'operazione, dopo pochi secondi. Attenzione a non colpire la nuca ripetutamente, e si dovrà stare a tenti a non colpire dei punti vicini.

Lavorando sul nervo spinale, il soggetto aprirà gli occhi e si sveglierà. A questo punto, con il palmo della mano, passeremo alla parte inferiore della colonna vertebrale, dallo stesso lato del nervo spinale colpito in precedenza, ad un pollice e mezzo dal centro, spingendo l'energia di questo meridiano verso l'alto, passando dal dorso, al collo e in fine dalla testa, con la mano aperta la quale compirà un massaggio in senso circolare. Alla fine si massaggerà il collo, per riattivare l'energia, per almeno tre volte.

Sicuramente l'individuo al risveglio avrà un po' di nausea, o si sentirà confuso. A questo scopo, dovremo inviargli energia verso la testa, mediante un massaggio al braccio, dalla base del deltoide fino al polso, per riprendere dal basso verso l'alto, con entrambi i pollici, mentre con le altre dita andremo a spingere dall'alto verso il basso in senso orario. Questo ristabilirà l'energia nelle sue braccia e la canalizzerà verso la testa.
Se il soggetto ha recuperato le forze, ma è un pò agitato, si dovrà drenare un pò di energia dalla testa. Quello che faremo sarà drenare l'energia del braccio verso il basso, tirando una per una le sue dita. Useremo questa tecnica su entrambe le mani, le volte necessarie, a seconda della profondità del suo stato d'incoscienza.

3° RIANIMAZIONE CARDIACA
La seguente rianimazione, si usa in caso di arresto cardiaco. Esiste un punto sulla schiena, direttamente collegato al cuore, che se stimolato invia un impulso elettrico al cuore. Questa tecnica, dovrà essere eseguita soltanto con la mano destra, sul lato destro del dorso.Il lato sinistro del corpo umano, è due volte più debole del destro, poiché si trova il cuore, il quale si trova nel centro leggermente ruotato a sinistra.

Nel caso di rianimazione, se lo si esegue dal lato sinistro, che è il lato più debole, possiamo causargli dei danni, ecco perché dobbiamo eseguirla a destra, per ridurre eventuali danni. Esiste un punto di pressione alla base della scapola, a metà tra l'omoplata e la colonna vertebrale, due dita sopra la base della scapola, e tra le due costole. Questo si chiama punto della vescica n° 15, sotto la 5° costola al lato della colonna vertebrale, il quale deve essere colpito con un angolo di 45° in direzione del cuore. In tutte le nostre costole troviamo un nervo, una vena ed una arteria. Quello che dobbiamo fare e distendere il nervo affinché si separi dalla propria costola per riuscire ad esercitare una pressione sul nervo contro l'osso. Il colpo dovrà essere portato con l'osso pisiforme dell'articolazione del polso, verso l'alto e verso l'interno, ruotando la mano in senso orario, per riuscire ad individuare il nervo sotto la costola e schiacciare il nervo sull'osso. La persona avvertirà una corrente elettrica attraverso il petto. Se la persona ha una ricaduta, si dovrà ripetere il processo. Questo è tutto quello che si può fare per la rianimazione cardiaca.



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