Bastone Siciliano - FIKJ - Federazione Italiana Kyusho Jitsu

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Bastone Siciliano

Settori
M° Giuseppe CRIMI
Piedimonte Etneo (CT)
Responsabile Tecnico Nazionale F.I.K.J.
Cell. 328.322.6695 - 380.635.6709


IL BASTONE IN ITALIA

Intorno al 1200 d.C. , in Italia, incomincia a diffondersi l'arte marziale  del bastone. Questa disciplina di combattimento è  stata da sempre utilizzata sia dai contadini che dai pastori, come strumento di lavoro e come arma di difesa. Inizialmente non  esisteva  una tecnica  ben  definita, ma sin da subito venne  utilizzata  nei  duelli d'onore tra pastori, contadini e proprietari terrieri. In passato quella del bastone  era  un'arte  tramandata da padre in figlio, o ai  discepoli  più meritevoli, scelti  dal proprio maestro  e in Scuole non aperte al pubblico.
II  bastone, viene  ricavato da vari  tipi di legno, come ad  esempio: dall'ulivo, dall'arancio amaro, dal sorbo, dalla  rosella, che vengono tagliati  in  precisi periodi  dell'anno, per poi essere trattati e  passati  sul fuoco per essere puliti, raddrizzati e asciugati, per poi passare alla stagionatura.
Tra le scuole tutt'oggi ancora esistenti troviamo:
Il bastone siciliano, chiamato "paranza", abbraccia molteplici stili, che comprendono diversi metodi di  maneggiare quest'arma, come l'utilizzo  di  una  sola  mano, come  se  fosse  un fioretto, o con entrambe le mani, con movimenti rotatori continui chiamati "mulinè", il cui scopo è quello  di  proteggere  l'intera   superficie  del corpo; questa  fase difensiva è completata da attacchi alla testa, colpi  laterali al  viso,  colpi  di punta allo sterno, alla gola ed al basso ventre. ll particolare modo di spostarsi e camminare, ricorda i movimenti tipici dei pupi siciliani.
ll bastone genovese  si pratica  con un bastone corto ricavato dal "rattan" (diverse specie di palme) e  viene maneggiato  come  uno spadone  con   movimenti   poco   ampi, rasenti  il corpo con colpi veloci, tipico degli scontri nei vicoli stretti dove c'era poco spazio per muoversi.
Il bastone  pugliese le  cui tecniche  sono  molto  simili  a  quelle  siciliane,  si differenzia per l'uso di bastoni molto  più  lunghi e pesanti, i  quali  vengono  usati  sia con una che con entrambe le mani. Nella  tradizione pugliese  troviamo  anche  il  “manichetto”, bastone  da  60/70 cm, il quale veniva anche usato in coppia.
Nel  bastone napoletano si utilizza un grosso e pesante bastone chiamato "varra" con un'estremità, più grande rispetto all'altra. Un'altro bastone tipico è il "taccaro", ricavato usando un ramo di legno duro, lungo  circa 70 cm. Per  la sua  misura  ridotta e  per le tecniche che privilegiano colpi a corto raggio, ricordano molto l'arte del coltello.

Anche se molte tradizioni sono andate perse, grazie ai maestri tradizionali e ai giovani appassionati, che l'arte del bastone viene ancora
oggi tramandata e mantenuta in vita, riuscendo a coinvolgere, con la sua bellezza ed eleganza, uomini, donne e bambini.

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